Dichiarazione di voto
Data: 
Martedì, 10 Marzo, 2026
Nome: 
Eleonora Evi

A.C. 2111-A

 

Grazie, Presidente. Mentre qui parliamo della giornata del riciclo della carta, Teheran brucia. Sembrano due cose scollegate eppure non lo sono per nulla. Premetto subito: il Partito Democratico voterà a favore dell'istituzione della Giornata nazionale del riciclo della carta, perché non ci sono motivi per non farlo dal nostro punto di vista. Tuttavia è inevitabile fare alcune considerazioni su ciò che accade nel mondo. Ammetto che in questo momento mentre in Iran colonne di fumo si alzano nel cielo e tutto lì diventa nero, i depositi di petrolio bruciano - un disastro ambientale e sanitario di proporzioni immani sta accadendo in queste ore -, ammetto di provare un certo disagio nel prendere la parola per fare la mia dichiarazione di voto su questa proposta di legge, perché la guerra annienta tutto, in primis le vite umane, ma anche le speranze, gli impegni e gli sforzi che tante cittadine e tanti cittadini, tante famiglie, imprese, associazioni e istituzioni stanno compiendo per fronteggiare la vera crisi, la vera sfida per la sopravvivenza della specie umana, ossia quella climatica.

L'impegno nella transizione energetica, nella conversione ecologica, nell'economia circolare, l'impegno dei singoli cittadini che ogni giorno, nella vita quotidiana, cercano di compiere scelte più sostenibili come quella di fare con cura e diligenza la raccolta differenziata per recuperare materia e riciclarla, la somma di queste piccole e grandi azioni e di queste iniziative singole e collettive viene spazzata via, viene mortificata, viene svilita da parte di chi ha scatenato l'ennesima guerra illegale e criminale, ovvero da Trump e Netanyahu.

Ciò nonostante non si può non continuare ad insistere su questa strada, sulla strada del lavoro costante, testardo e paziente per cercare di cambiare le cose, per lavorare per la pace, per smettere, noi esseri umani, di essere predatori senza scrupoli di questo pianeta e ristabilire un equilibrio con gli esseri viventi senzienti e con la natura tutta.

Venendo al merito di questo provvedimento, il Partito Democratico esprimerà un voto favorevole su questa proposta di legge, perché istituire una giornata nazionale sul riciclo della carta è, sì, un atto importante, ma certo simbolico. Eppure i simboli, quando sono ben costruiti e radicati in politiche concrete, politiche che il PD da tempo mette in campo a livello locale soprattutto, laddove governa, hanno il potere di orientare i comportamenti, educare le generazioni e modificare le abitudini collettive. E in questa fase storica, in cui la crisi climatica impone scelte urgenti ed ambiziose, anche i gesti simbolici contano, a patto che non restino isolati, a patto che siano il punto di partenza di un impegno più profondo, altrimenti tutto questo non basta.

L'Italia ha sicuramente una storia virtuosa nel riciclo della carta. Il nostro Paese registra i tassi di raccolta differenziata e di riciclo tra i più elevati in Europa. Bene, questo però non è un traguardo definitivo, è piuttosto una base solida da cui partire. Il riciclo della carta non è una questione di nicchia, è un tassello fondamentale dell'economia circolare, quell'economia circolare che per noi del Partito Democratico è un modello di sviluppo che sosteniamo con convinzione e che rappresenta la risposta più efficace alla crisi ambientale e, al tempo stesso, una straordinaria opportunità per l'industria italiana. Infatti, riciclare significa ridurre il consumo di risorse vergini, abbattere le emissioni di gas serra, contenere i rifiuti in discarica, proteggere le foreste e risparmiare energia. Significa, in sintesi, costruire un'economia che non distrugge le basi naturali su cui si fonda.

Tuttavia, la cultura del risparmio delle risorse naturali non si costruisce per decreto, ma si alimenta giorno per giorno attraverso comportamenti precisi, misurabili e accessibili a tutti e attraverso politiche concrete. Noi avevamo proposto anche di introdurre esplicitamente nel testo di questa proposta di legge una menzione sul riuso, per renderla ancora più efficace, così come avevamo proposto di attribuire alle scuole di ogni ordine e grado un ruolo esplicito nella sensibilizzazione e nell'educazione su questa materia. Le istituzioni scolastiche, nell'ambito della propria autonomia, avrebbero potuto e dovuto promuovere iniziative didattiche, percorsi di studio ed eventi capaci di coinvolgere l'intera comunità scolastica. Infatti, è nelle scuole che si formano le generazioni future, è lì che si radica la coscienza ambientale, è lì che i cambiamenti culturali profondi hanno la loro migliore incubatrice. Escludere esplicitamente questo riferimento è a nostro avviso un'occasione mancata.

Anche perché, cari colleghi, vi riporto una testimonianza allarmante che arriva dal mio territorio, dall'Associazione Legambiente, che ha la sua visione nazionale ma anche quella locale. E questa testimonianza è uno specchio di qualcosa che è estremamente diffuso nel nostro Paese: troppo spesso nelle scuole non si fa la raccolta differenziata. Non ci sono i contenitori, addirittura, e se ci sono, spesso sono dimenticati in un qualche magazzino. Il risultato è che non si fa, con conseguenze drammatiche sia sul piano della raccolta in sé, perché tanta materia sfugge al circuito del riciclo, sia sul piano educativo, perché le nostre bambine e i nostri bambini non avranno l'opportunità di comprendere che cosa significhi raccogliere e riciclare. Ecco perché era così importante inserirle all'interno del testo della proposta di legge. Bene che sia stato approvato un ordine del giorno che va in questo senso.

Tutti vogliamo però registrare con soddisfazione che, grazie anche al nostro contributo, si è allargato il coordinamento delle iniziative e degli incontri che saranno dedicati alla promozione del riciclo della carta. Mi riferisco non soltanto alla manifestazione Il Cortile di Francesco, organizzata ad Assisi, ma anche altre manifestazioni ed eventi importanti, come la Paper week, la Mostra internazionale dell'industria cartaria e il Pianeta Terra festival. È il riconoscimento che la Giornata nazionale del riciclo della carta non può e non deve essere un evento unico, monolitico e concentrato in un solo contesto, per quanto autorevole e significativo, ma deve essere il più ampio e plurale possibile. La Paper week è un appuntamento internazionale di grande rilevanza per il settore cartario. La Mostra internazionale dell'industria cartaria è un riferimento fondamentale per un comparto produttivo che in Italia conta migliaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori. Il Pianeta Terra festival è un luogo di incontro di scienza, culture e cittadinanza attiva, quindi perfettamente in linea con lo spirito di questa proposta di legge.

Quindi, siamo contenti che questo nostro contributo sia stato approvato e inserito nel testo della legge.

In conclusione, il Partito Democratico vota a favore di questa proposta di legge perché crede nel valore dell'educazione ambientale, perché sostiene l'economia circolare come modello di sviluppo dell'oggi e del futuro, e perché ritiene che ogni strumento normativo che aiuti i cittadini a comprendere l'importanza del riciclo e della riduzione degli sprechi vada nella direzione giusta, con l'auspicio che la Giornata nazionale del riciclo della carta diventi davvero un'occasione di riflessione collettiva, di impegno condiviso, di crescita culturale per il nostro Paese e con l'auspicio che questo impegno manifestato oggi si concretizzi presto anche nell'adozione di altri provvedimenti, per investire nell'economia circolare, per altre filiere di rifiuti. Penso alla plastica e alle proposte che ci sono sul tavolo, ad esempio, per introdurre un sistema di deposito cauzionale, il DRS, per potenziare il riciclo della plastica e ridurre l'enorme quantità di bottiglie di plastica che finiscono nei mari, nei fiumi, ai bordi delle strade, in ambiente o anche per potenziare la raccolta dei RAEE, su cui oggi il nostro Paese è drammaticamente indietro.

In generale, ci auspichiamo che questo sia un impegno a continuare a battersi, in quest'Aula e fuori di questa, perché la conversione ecologica non resti una promessa, ma diventi la bussola concreta per le politiche del nostro Paese.